Pallottole su Broadway


Si ama l’uomo o l’artista?

È su questa domanda che si basa il film, e come un saggio argomenta le sue tesi, fino ad arrivare ad una conclusione.

Trama: per rappresentare la propria opera, il protagonista accetta il finanziamento di un boss mafioso. Presto si ritrova in mezzo ad un cast di prime donne, un’amante (alla Woody Allen), le richieste della malavita, un’attrice cagna e uno scagnozzo più capace di lui.

Poteva uscirne una pizza mortale. Ma siccome il regista è Woody Allen, è finito per diventare un’allegra commedia sul teatro. E al teatro la regia si adatta, presentando lunghe inquadrature statiche, e i movimenti di camera sono usati solo per seguire gli attori. Questa è una scelta molto azzardata, perché l’occhio vuole movimento, il rischio è perdere l’attenzione dello spettatore. Tuttavia il pacchetto funziona, perché a reggere la scena ci sono ottimi attori. La riuscita delle battute è completamente affidata a loro, che devono costruire macchiette perfettamente combacianti, pena il fiasco più totale. Perché, se al posto di quegli attori ci fossero stati i ‘Taylor Lautner’ di turno, il film sarebbe risultato talmente noioso da essere offensivo. Sottolineo anche la scelta dei doppiatori, voci conosciute ed esperte, che si adattano perfettamente ai personaggi. Continua dopo il salto.


Si ama l’uomo o l’artista?

Ora conosco la risposta. Se è un dubbio che attanaglia anche voi, guardate ‘Pallottole su Broadway’. Altrimenti c’è 'Natale a Rio'.

Curiosità:

- Come al solito, se nei film di Woody Allen non appare Woody Allen, c’è un’attore che recita la sua parte. In questo caso è un ottimo John Cusack.