Sesso, religione e mistero sulla Montagna Sacra


Titolo: scrivi un tema che tratti di sesso, religione e mistero. Svolgimento: “Mia sorella è incinta. Dio santo, chi sarà mai stato?”

Cosa c’azzecca questa barzelletta con il tema dell’articolo?
Niente, ma dovevo in qualche modo giustificare il titolo. Ieri ho visto ‘La montagna sacra’, un film di Alejandro Jodorowsky (si legge ‘iodoroschi’, tipo ‘Swarovski’). Questa è la trama secondo Wikipedia:

“Un ladro fugge in cima ad una torre che si rivelerà poi un laboratorio di un misterioso alchimista. Egli gli presenta sette persone, le più potenti dell'universo, che, insieme a loro, rappresentano le nove concezioni di vita indicate dall'Enneagramma della personalità. Insieme dovranno raggiungere la Montagna Sacra, dove vi sono nove saggi che conoscono il segreto dell'immortalità. Il loro scopo è di eliminarli e di prendere il loro posto, ma una volta arrivati lì, scopriranno una sconcertante verità...”

Ecco la mia trama:

“Succedono cose.”


Ed è proprio quello che succede. Cose. Una dopo l’altra, legate da un filo lieve lieve di sequenzialità. Il senso è lasciato all’interpretazione, quindi, per quanto mi riguarda, non c’è. Eppure, mi è piaciuto. Com’è potuto accadere? Io sono quello che è appena uscito dal cinema. Ho visto Iron Man 3. Come può, a uno che va a vedere ‘Iron Man 3’, piacere ‘La montagna sacra’ di Jodorowsky? Perché fa ridere. Nonostante non ci abbia capito un cucco, e la versione che ho scaricato fosse in pessima qualità e in formato 1:2 (come guardare un panorama da una fessura per bird-watching), l’ho visto dall’inizio alla fine. Ok, ammetto di aver saltato qualche pezzo, ma avrei saltato qualche pezzo anche di Iron Man 3.

AhAhAh! Guarda quel coso, pare proprio un p... ah.

Le scene più memorabili? Un barbone vestito da papa dorme abbracciato ad un crocifisso. Una vecchietta ninfomane espleta le sue funzioni vitali su un water alto un metro e mezzo. Un cadavere a cui sono stati applicati dei congegni per fargli partecipare attivamente al suo funerale, facendo il segno della croce.


Questo film s’inserisce nel filone delle pellicole surrealiste, nella stessa fila di dannati in cui giace “Quel cane andaluso” (di Bunuel e di un certo Dalì). Stesso clima onirico, mistico, permeo di ‘uottaffac’. Il finale a sorpresa, anticipato da Wikipedia, è degno di una pellicola di Mel Brooks. O dei fratelli Zucker. O del primo Scary Movie.

Lo rivedrei? Yes.

★ ★ ☆ ☆ ☆


Già lo amo.

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