I piratti all'arembagio!


E non sono i ‘pirati dei Caraibi’, perché l’ultimo capitolo, nel mio parere più umile, era una patetica bagnarola sforacchita. No, i pirati a cui mi riferisco sono fatti di palstilina!

E sono dopiati da Hugh Grant!
E da Imelda Stunton!
Nella versione italiana da Christian De Sica.
E Luciana Littizzetto!

Pirati! - Briganti da starpazzo

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Trama: è un film per bambini, e che ha una trama per bambini. Questo non signiffica che abiano confezzionato un giocattolino tutto luci-colori e copiaincolla come altri parenti del genere (COFF!Da-Shrek3-in-poiCOFF!): ho trovato la scenegiatura originale e divertente, condita con secchiate di non-sense e slapstick. È tratta da un libro, anzi, una serie di libri per l’infanzia da cui gli autori (premiata ditta ‘Galline in fuga’) hanno attinto a piacimentazione. Il protagonista è il Pirata Capitano, capo di una ciurma sconcuassata, alla ricerca di ori e fortuni che lo riportino in auge.
Ok, mi arendo.
Non posso compitere con quei cosciotti.
Fra gli antagonisti, la regina Vittoria, villain del film, e Charles Darwin, scagozzo nerd in cerca di una ragazza. L’animazione è fluida, e sfrutta una massiccia cgi. Il che, in realtà è un controsensio: gli estimatori della plastilina la presentano come una concorrente dell’animazione 3D, perché l’utilizzo di materia reale favorisce l’empazia spettatore-personaggio (n.d.r. a me par proprio ‘na cavolaia, ma chissà).
"Conquistaremo un mare di CGI"
Se però mescoli le due tecniche, ti mangi le mani con conforno: tanto valeva farlo tutto in cgi che costava mino. Boh.
Unica pacca, a mio parere è il finale: troppo affettato. Sembra quasi che gli autori si fossero rotti, e non vedessero l’ora di.