100° articolo!










Oggi voglio trattare un argomento che mi sta particolarmente a cuore, e lo farò con un'intervista.

- Ed io sarò l'intervistatore.

Chi sei tu?

- Io sono il Georgia corsivo.

Piacere, il sono il Verdana. Cominciamo.

Vide la luce nella notte di Natale, e, sebbene la sua vita sarà ricordata come esemplare ed illuminata, il suo primo giaciglio non fu una culla, ma una mangiatoia.



- Ah, un bell'articolo su Gesù.

No, sto parlando di questo blog.

- Cosa?!

Proprio così. Anche 'Ciuffolottolo' è nato la notte di Natale. E alcuni direbbero che non è un caso.


"We wish you a merdy Christmas!"


- Ma cosa c'entra la mangiatoia?

Eh, avevo un certo appetito. Arrivo al punto: sono passati solo dieci mesi, e già festeggia il centesimo articolo. Questo.

- Non c'hai avuto proprio un granché da fare, eh?

Senti, hai intenzione di fare qualche domanda sensata, oppure m'intervisto da solo?

 - Prego, fai pure.

Aaah, i primi inciamponi con Photoshop.

Beh, ehm... che dire? Innanzitutto: perché 'Ciuffolottolo'?
Perchè 'Ciuffo' era già stato preso. E anche 'Ciuffolo'. E anche 'Ciuffolotto'. Se non mi andava dritta con 'Ciuffolottolo', il prossimo passo sarebbe stato 'Ciuffolottolottolo'.

- Mhh... biglietto di sola entrata per il festival dell'originalità. Se continui così, i Marines ti faranno causa perché gli hai rubato l'Original.

Volevo solo... no aspetta, hai fatto una battuta? Fai progressi, meriti proprio un:

Ahahahahahah!
Non fa ridere.

- Sarà la decima volta che la usi. E il mio umorismo è sempre meglio del tuo. Se ti ritrovassi a compilare un testo sul teorema di costruzione della battuta perfetta, scriveresti solo 'culo'.

Ah, ah! Questa era migliore della prima. Seconda domanda: perché scrivere?
Risposta: non l'ho deciso io. Ne sentivo l'esigenza.

- Bella scusa.

Non è una scusa.

- Mettila così: pensavi fosse solo una scoreggia, e invece erano una marea di parole.



Ti stai dando alla creatività immaginifica? Bella metafora, le manca solo un pizzico di non so che.

- Culo.

Ah, ah! Ora è perfetta. Terza domanda: qual é il tuo articolo più letto?
E' da un po' che non guardo le classifiche, ma probabilmente il più stupido. Funziona così: a nessuno interessa di stare a sentire un ragazzino che parla di Lord Jesus, o di libri o di film impegnativi. In questi mesi ho imparato quanto sia importante che negli articoli ci siano abbastanza immagini per invogliare la lettura, o che i titoli richiamino al sesso o alle celebrità. Perché al pubblico non interessa altro.

- Interessante, continua.

Il problema è che viviamo in una società corrotta da idealisimi convenzionali...

- No, non con queste cavolate. Intendevo: continua con il sesso e le celebrità...

Ah, non ho molto da dire su questo. Però mi piace raccontare storie, e qualcosa posso inventarmi. E sinceramente, non ha molta importanza di cosa scrivo, mi basta scrivere.

- Sai, mi ricordi l'ultima persona che ha fatto un discorso simile. Ne ha fatta di strada, da allora.

Ah, un intellettuale di successo.

- Una prostituta. Si è spostata dalla tangenziale alla rotonda.

La simpatia. Quarta domanda: come trovi il tempo di scrivere?
Qui c'è un trucco. Agli inizi, andavo in un posticino tranquillo e scrivevo tutto a mano. Ora scrivo di getto, e a malapena rileggo. Do giusto un'occhiata perché non mi scappi qualche brutto erroraccio gramnaticallle. Ma soprattutto: scrivo tre o quattro articoli per volta, e li pubblico pian pianino. Questo è il segreto: possono passare anche diversi mesi, prima dell'effettiva pubblicazione.

- Ma quindi, le parole che stiamo leggendo ora, potresti averle scritte all'inizio del viaggio, magari la notte stessa della creazione?


"GRANDE GIOVE!!"

Sarebbe figo, eh? Però no. Le scrivo ora, una paio di settimane prima della sua pubblicazione. In realtà, all'inizio avevo qualche dubbio che avrebbe funzionato. Non sapevo se sarei riuscito a scrivere periodicamente.

- Arriviamo al punto focale: ma questi articoli, c'è qualcuno che li legge?

Mah, chi lo sa. Le statistiche di Google mi dicono di sì. E anche tanti. Pochi, in confronto ad un blog professionale, ma tantissimi per un Ciuffetto qualunque.

- Avviati verso una conclusione: l'orologio mi dice che è mezzanotte, e prima di dormire vorrei pettinarmi le grazie.

Meglio non fare battute da grafico, che non le capisce nessuno.

"E poi mi fa:
'Bella questa xilografia. Mi devi proprio
insegnare ad usare l'effetto ritaglio!' "

C'è una novità, qua sotto: uno strumento per mettere un voto all'articolo. Ci sarà sempre, d'ora in poi. Non mi metto mica a piangere, se scegliete il punteggio più basso.
Cioè, un poco piango, ma poi mi passa, eh!

E' stato un piacere conoscerti, corsivo.

- Prima dei saluti, non vuoi invitare subdolamente la gente a cliccare sulla pubblicità?

Oh, no, non farei mai una cosa del genere. Addio.

- E io ti dico arrivederci, perché qualcosa mi dice che ci rincontreremo presto.