A messa con Ciuffo: Chiesa Anglicana

La visita alla chiesa anglicana mi ha riservato una sorpresa spiazzante.

DAM DAAM DAAAAAAAM!

"E per sapere qual è,
dovrete leggere 1200 pagine."

Sono di battesimo cattolico e tale mi considero, nonostante veda i confini fra i credi piuttosto sfumati. In più, sono convinto che la religione sia una scelta personale, e non vada per nulla forzata. La curiosità nei confronti del divino (o del mistico) nasce dalla maturità, e mi pare assurdo proporre la religione ai bambini.

La restrizione dell’educazione cattolica è poco adatta ad uno spirito in formazione, e spesso può produrre risultati opposti. Allo stesso modo, proporre la religione adattata sotto forma di favola mi sembra pura propaganda.

La mia educazione cattolica è iniziata all’asilo.
Non ricordo molto di quelle lezioni, a parte un episodio. Un bel giorno, mi fu affidato un compito: armato di pennarelloni, dovevo mettere il personaggio del redentore su carta. 

Mi misi all’opera ritraendo la figura che mi era stata propugnata, ovvero il Cristo nello stereotipo occidentale: un Gesù castano, capelli lunghi e barba curata, pelle chiara e occhi azzurri. Da una tunica bianca s’intravedevano i pettorali addestrati e depilati. Un campo di grano faceva da sfondo.



"Questo è il corpo offerto
in sacrificio per voi, ladies!"


Poco avvezzo alla moda, gli feci calzare dei sandali marroni. Dipinta la seconda calzatura, mi sono ritrovato in un dilemma: la scarpa destra era visibilmente più grande. Dovevo intervenire subito: con il pennarello marrone aggiunsi uno strato alla suola sinistra. Rifacendo il confronto, mi accorsi con sgomento che allora la sinistra era diventata la più grande.

Ripreso lo strumento, ingrossai l’altra. Ma le mie sofferenze non erano terminate: il sandalo destro era di nuovo il più grande. Dopo altre due o tre correzioni, Gesù si ritrovò a calzare delle scialuppe. Dopo il quinto ritocco, i sandali occupavano metà foglio.

Arrivato il momento della correzione, l’insegnante guardò la mia opera con ripugno, e mi sgridò per il mio sacrilegio involontario.


"Ma ke kalzavi!
Tutti zanno che Gesù vestiva Prada."

Con questa storiella riaffiorata alla memoria, entrai nella chiesa di St. John, a messa appena iniziata. Io e Olga avevamo scelto la chiesa anglicana per puro caso, fra le tante nella zona. Preso il posto, diedi un’occhiata ai partecipanti: molto più numerosi dei presbiteriani, e tutti in età avanzata. La chiesa era bella e grande.

Sbirciando il foglietto con i salmi e le letture, ho notato che la messa era perfettamente identica a quella cattolica. Preghiere, canti, offertorio, stretta di mano, comunione, credo: niente mancava all’appello.

Dallo stupore iniziale, ricordai la nascita della chiesa Anglicana: Enrico VIII re d’Inghilterra collezionava mogli. Si sa, come funzionano queste cose: ne prendi una, ne prendi due, e a quel punto devi finire l’album.


"E poi le ho detto: in salute e in malattia,
finché morte non ci separi. Ah ah!"

Quando il Papa venne a conoscenza di queste sue usanze iniziò a tempestare imprecazioni, e, essendo Enrico di fede cattolica, gl’intimò di rimettere l’uccello nel nido. Il re abbassò la testa mogio mogio, si girò, e disse sottovoce: “In culo, fonderò una religione in cui esista il divorzio”. Così nacque la Chiesa Anglicana.

Sul pulpito della chiesa si ergeva il prete, vestito con una tunica bianca e una fascia verde. Pareva giovane, un ragazzino, con qualche movenza femminile. Quando prese a parlare, mi venne un colpo: “Qui le letture le fanno in falsetto?!!” mi domandai, e poi compresi. Il prete, il reverendo, il plevan, era una donna. Rev. Rachel McDoug.

Mentre proferiva la predica, si muoveva su e giù per la navata centrale, facendo battutine e coinvolgendo i fedeli, chiamandoli per nome. E lo sguardo di molti, secondo l’usanza della ‘carne fresca’, era poggiato su me e Olga.

Verso la fine della predica, prese un vecchio cappotto e se lo mise sopra la tunica. Fece radunare i bambini davanti, e in ginocchio, raccontò la parabola del buon Samaritano. Pareva una maestra che legge una favola agli alunni, con intonazione marcata e vocine.

E ora: la parabola dell'adultera.

Passarono i piatti per le offerte, che si riempirono subito di bigliettoni. Tutti ricchi, a quanto pare. Quando il piatto si avvicinò a noi, resistetti alla tentazione di citare Rat-Man:

“No grazie, sono a posto così.”


Arrivati al momento della stretta di mano, ci ritrovammo di fronte ad un problema: in quel frangente, le parole proferite dai fedeli parevano oscure e incomprensibili. Andammo a tentativi, cambiando versione ogni stretta di mano: 'peace', 'peace with you', 'piss on you', 'may the force be with you'. Infine comprendemmo la formula definitiva: 'Peace be with you'. Praticalmente uno scioglilingua.

Per evitare che le occhiate dei presenti si trasformassero in domande, siamo scappati dopo la comunione. All’uscita, un anziano che controllava la porta ci ha chiesto “Non rimanete per pranzo?” La tentazione era forte (cibo gratis), ma no grazie, sarà per un’altra volta. Ed è il secondo pasto che rifiuto.


Mio Dio, che mi sta succedendo.



Chiesa Anglicana




- Scopiazzatura della messa cattolica;
- Preti donne;
- Sì al divorzio;
- La figura in carica dei poteri religiosi è la regina d'Inghilterra;

Punto focale: "Chiesa riformata".


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Ah, potresti aver notato un piccolo banner, a lato. Non credo che la psicologia inversa abbia funzionato sul serio, perciò proverò con quella trasversa: "Non ti sto dicendo di cliccarlo. Ti sto dicendo di leccarlo. Porta la tua lingua sul monitor, e assaggia quella succosa pubblicità."


Includo una mail scrittami dalla reverenda:


Dear Enrico,


It was lovely to see you in our church on Sunday and thank you for leaving your contact details with your request about Christian beliefs.

Being a Christian for me is about knowing that God loves me and accepts me for who I am and is always with me through life, as God is there for everyone who seeks him.
God is found in our life’s story and gives us meaning, purpose and hope.
We see that through Jesus Christ in his coming to be one of us and also through his love in dying for us on the cross.
For me the hope of the Christian faith is that suffering and death do not have the last word , that this has been transformed into new life through the Holy Spirit.
Nothing can separate us from God, God’s love is always there, God’s forgiveness is also there when we fail and helps us to get going again.
I suppose what is also important is that God is found in the questions we have and that growing in faith is about loving the questions we have as well as exploring what answers there are.
The first place to start is to read something of the bible.  I suggest that you start with Mark’s gospel which tells the story of Jesus.  Don’t worry if there are words that you can’t understand, just read and see what jumps out at you.
I’ve attached a copy of Mark’s gospel for you as a start.  We also have paper copies of the bible if you are interested in having one.
 The other thing is talking to God – praying to God.
Please find attached a couple of guides to prayer.
Prayer is having a chat to God about both what you need help with and what you give thanks for.
There are many different ways of doing it.
You might also find it helpful looking at a website like www.rejesus.co.uk .  There are many others around that can help as well and other books to recommend if you are interested.
If I can be of further help please let me know.

May you know God’s love and peace around you as you explore.


Blessings to you in your journey.


Kind Regards  Rachel McDougall





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