7 Poesie ciniche per chi legge poesie

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Facciamo il gioco del mimo:
quando mi rivedrai,
imiterai l’acqua che passa sotto i ponti.
Quando ti rivedrò,
imiterò il sorriso del vecchio amico.
Ma ricorda: è il gioco del mimo.

Che nessuno parli.

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Odio sentir dei morti cantar le lodi.
Nelle mie orecchie: “PIC! PIC!”
Sono i corvi che beccano il cadavere.

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Riempi un barattolo di sabbia.
Aggiungi il cielo.
Aggiungi il mare.
Aggiungi il cuore.
Aggiungi l’ansia che divora la carne.

Ma fa attenzione a non rompere il barattolo.

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Se abbasso la testa quando passa l’onda,
il tepore mi accarezza i sensi.
Buona a sapersi,
per quando sarà il tempo:
Per ora, la paura dell’abisso è ancora troppa.

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Su un portone del mio paese:
“Attenti al cane! Non morde, querela.”
  
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“Fermi tutti: c’è qualcosa che non quadra!” ho urlato.
Ma il mondo non mi ha dato ascolto,
e continuava a capovolgersi.


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“R” è la mia lettera preferita. La metto tra virgolette, per proteggerla dalle cattive influenze.


Le foto in questo articolo sono di Man Ray.